L’Infinito
Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.
—
Giacomo Leopardi (1798-1837)
Giacomo Leopardi, Canti; Rizzoli, Milano; ISBN 8817110558
Giacomo Leopardi, The “Canti”; Fyfield Books, Manchester; ISBN 1857546946
Giacomo Leopardi. Gesänge und Fragmente; Reclam, Ditzingen; ISBN 315008654X
Giacomo Leopardi, Chants; Aubier, Paris; ISBN 2700714539
